ALP UNDERGROUND

di Gabriele Cantadore

Ispirato dalla tradizione vigezzina, Gabriele trova forte ispirazione e creatività creando dei collage, inserendo nelle sue opere ritagli di giornali o fotografie. Il “verbo”, la parola inserita nel contesto dipinto, evoca in lui il ronzio fastidioso, la sensazione sgradevole di tante parole inutili che sciupano il silenzio. Continua il suo percorso di sperimentazione usando lamiera, carton-gesso, silicone, carta stagnola, chiodi, colori acrilici e sabbia.

Questi, permettono a Gabriele di creare un legame più profondo e più intimo, che non si arresta alla analogia dei soggetti e dei temi – la montagna, gli animali, la matericità dell’atmosfera e della luce – e al considerarli solo per il loro valore ‘pittoresco’. I suoi soggetti evocano un mondo, un universo che la modernità ha distrutto, di cui l’oblio e l’abbandono stanno cancellando le ultime tracce: i pascoli, i terrazzamenti, i boschi ordinati, le baite. Quelle baite in cui Gabriele entra con devozione ed amore, alla ricerca di oggetti, di frammenti che, lavorati dal tempo e dall’uomo, possano diventare gli sfondi, i ‘fondali’ delle sue opere.
Sono tutti materiali moderni, artificiali quelli che Gabriele impiega – plastica, plexiglass, gomma, lamiera, sacchi di juta e corda, polistirolo colorato, smalti e vernici (e potremmo continuare) – per il suo mondo rurale, alpino; che in questo modo è come se conseguisse una rivincita su quello industriale, urbano, moderno che lo ha quasi completamente annientato (o comunque irrimediabilmente trasformato). Modellato non dipinto: difficile classificare tipologiamente il suo lavoro, nel quale la materia si addensa fino a diventare bassorilievo, oppure il ‘supporto’ si sviluppa nelle tre dimensioni, come laddove egli incastra sulla superficie del montante di una vecchia piattaia un cassetto, e lo trasforma in una mangiatoia a cui attinge una mucca densamente materica.

Pittura? Scultura? Sicuramente opera nella quale la luce – tanto quella propria che quella esterna – ha un ruolo fondamentale.

Paolo Volorio

 

Gabriele Cantadore ha esposto precedentemente le sue opere in tre collettive aToceno, Craveggia e Buttogno, in valle Vigezzo. Una collettiva presso La Fabbrica di Villadossola. Una personale a Malesco. Nel 2014 la sua opera: “La mangiatoia”, è stata selezionata fra le migliori dieci del Premio Basilio Cascella. Recentissima la mostra Alp Underground, nell’estate del 2020 alla Casa Parrocchiale di Toceno, ora in mostra presso la sala confernze del Castello Visconteo di Vogogna.

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